Il metodo Validation può aiutare i familiari nel loro rapporto con la persona disorientata

Un giorno trovai mia madre in lacrime – l’incontro con la Validation®

Un giorno trovai mia madre in lacrime

Un giorno entrai in casa e trovai mia madre che piangeva, era in sala seduta a tavola.

Le chiesi: <<mamma perché piangi?>>

E lei con gli occhi in lacrime e il fazzoletto in mano mi rispose: <<perché mi è morto un figlio>>

Era la primavera del 2015, mi madre aveva perso realmente un figlio, ma nei lontani anni ‘70.

L’unica risposta che mi uscì dalla bocca in quel frangente fu: << ma mamma… oramai sono passati tanti anni non piangere più >> cercando di minimizzare.

Lì per lì funzionò e non diedi più peso a questo episodio fino a qualche mese fa…

Ora capisco che avrei potuto reagire diversamente

Ad aprile di quest’anno una chiacchierata mi ha fatto capire che se la mia risposta fosse stata diversa o anche solo il mio atteggiamento, forse l’avrei realmente consolata e non avrei solo placato il suo pianto.

La chiacchierata che mi ha “aperto gli occhi”, facendomi vedere la situazione da un’altra prospettiva, fu sul Metodo Validation ®.

Patrizia, Operatrice e Formatrice Validation ®, che nei prossimi mesi imparerete a conoscere meglio, mi ha fatto vedere un aspetto che non avevo mai preso in considerazione: la mamma in quel momento stava rivivendo quell’emozione, come trasportata nel tempo e avrei dovuto semplicemente entrare in empatia con lei.

Forse in quel caso le parole sono state superflue, sarebbe bastato un abbraccio per farle sentire che ero “vicina” al suo dolore.

Mia madre si sarebbe allora sentita realmente compresa e forse avrebbe lasciato andare questo brutto pensiero.

Il mio primo incontro con il Metodo Validation ®

Ne sentii parlare per la prima volta nel 2016, Patrizia,  conduttrice del gruppo, un giorno mi chiese se poteva parlarmi perché voleva inserire mia madre in un gruppo.

Ricordo che parlammo una mezz’ora e lì Patrizia mi chiese di raccontarle la vita della mamma, gli episodi “importati” di cui ero a conoscenza e come lei avesse reagito.

Patrizia mi parlò di questo  gruppo dove sarebbe stato messo in atto il Metodo Validation ®, un gruppo composto da poche persone e tutte sullo stesso livello di disorientamento.

Mi rassicurò dicendomi che tutte che quello che le avrei raccontato sarebbe potuto servire per comprendere le sue reazioni e interagire con la mamma. In quel momento capii che i miei racconti potevano servire a stabilire una sintonia, in realtà solo oggi comprendo che si parlava di entrare in empatia.

Perché in mezz’ora, in fondo, è difficile capire il grande potenziale che io oggi vedo in questo metodo.

La mamma rimase nel gruppo Validation ® per qualche mese e mi veniva riportato che partecipava al gruppo attivamente, parlava, si sentiva “utile, le era stato dato il ruolo di “addetta all’accoglienza”, dove serviva il caffè e qualche biscotto alle altre ospiti.

Poi ci fu l’interruzione dell’attività durante l’estate e al termine, la Validation® riprese, ma dopo alcuni incontri, per via del forte peggioramento di mia madre, non fu più possibile mantenere la sua presenza nel gruppo.

L’Alzheimer in quei mesi aveva fatto enormi passi portando un’importante riduzione delle capacità di linguaggio, ulteriore deficit cognitivo e grossi disturbi comportamentali, che ostacolavano l’inserimento nel gruppo:

  • la mamma parlava pochissimo
  • scappava (wandering)
  • non deglutiva la saliva, sputando sui tavoli che si trovava davanti o anche per terra
  • non riusciva più ad offrire la merenda agli altri anziani
  • “rubava” il cibo alle altri ospiti
  • metteva il cibo in bocca, masticandolo e sputandolo davanti a se

Insomma, erano venute a mancare diverse condizioni che permettevano alla mamma di trarre il beneficio dalla partecipazione al gruppo!

La Validation ®, infatti, ha tra i suoi scopi quello di stimolare la relazione fra persone disorientate, ma che possono ancora raccontarsi ed aiutarsi, ridà autostima all’anziano attraverso un ruolo, come che nel caso della mamma nel ruolo di “addetta all’accoglienza”.
Inoltre alcuni comportamenti, non  essendo capiti, rischiavano di creare irritazione negli altri ospiti e disagio per lei.

Per cui, nell’autunno scorso, il suo percorso e il mio contatto con questo metodo si sono interrotti.

Quando capii l’utilità del Metodo Validation ®

Poi però 2 mesi fa la Validation ® è riapparsa sul mio cammino e mi sono trovata a capire che poteva essere d’aiuto anche tra le mura familiari, per i caregiver!

E qui nasce la novità di Storie in Valigia che partirà il prossimo 15 giugno!

Parlai con Patrizia per capire se l’idea che mi frullava in testa poteva avere un senso: la Validation® può aiutare il rapporto tra caregiver e familiare disorientato?

La risposta di Patrizia fu sì e qui nasce la nuova sezione Validation ® , questo bellissimo progetto che prenderà vita il prossimo 15 giungo e spero porterà nelle vostre case piccoli strumenti e strategie, utili, per relazionarvi con i vostri cari.

Nella sezione Validation ® offriremo spiegazioni ed esempi concreti, per entrare nel metodo e poter in alcuni aspetti attuarlo all’interno delle mura domestiche.

Vi aspetto sulle pagine di Storie in Valigia dal 15 giugno!

 

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